mercoledì 11 luglio 2007

poltica svizzera dell'integrazione

I n t r o d u z i o n e

Certamente l' Expo 2002 ha fornito un'immagine anche mitica dell'identità elvetica e e del colorito mosaico che la compone.E come non dimenticare le relative immagini : le Palais de l' équilibre, la Manna e la Coop, Biopolis e ,soprattutto significativi e comunicativi verso svizzeri e non sono i profili di Beaufort 12 e di Piazza Pinocchio. Ne vengono fuori immagini e contesti pieni di molteplicità e cambiamento, di diversità e unità, di multiculturalità ed armonia.Ed è difficile ,come è riuscita a fare la Svizzera diversamente da altri Stati europei,cambiare nel tempo e mantenere validi nel suo territorio alcuni valori fondamentali dello Stato moderno.
La Svizzera già da tanto ormai è andata incontro a cambiamenti nel suo tessuto sociale e culturale. Il tradizionale quadrilinguismo si è trasformato in un crescente multilinguismo,che fa sentire le sue influenze nella scuola e nella società svizzere.
Attualmente (2007) la popolazione straniera residente in Svizzera arriva ad oltre 1 milione e 523 mila, con oltre cinquanta gruppi etnici con lingue e culture diverse. Tra gli europei,il gruppo maggioritario è rappresentato dagli italiani (291.684),seguiti dai portoghesi (173.477 ), dai tedeschi (172.580), dai francesi ( 71,534 ),dagli spagnoli (68.236), dagli austriaci(32,889);tra i candidati all' UE si trovano i serbi (19omila), iturchi ( 70 mila), dai macedoni (60 mila) e dai croati ( 39 mila).
- O b i e t t i v i della politica migratoria
Tale mosaioco di etnie e lingue ,di tradizioni e di religioni, ha posto alla Confederazione nella necessità di considerare il fenomeno migratorio nel suo insieme per poter giungere ad una valida soluzione. La politica d' asilo e la politica in materia di stranieri presentano diversi tratti comuni che vanno tutti affrontati nell' ottica di una politica svizzera di migrazione che si prefigge tre obiettivi fondamentali :
- il benessere del Paese e di tutte le sue realtà
- la sicurezza dell 'intera popolazione
- la protezione dei gruppi di perseguitati
Senza dubbio è importante anche per il futuro della politica di migrazione il primo obiettivo :
garantire alla Svizzera il benessere ,rimanendo un Paese aperto e interessante per i lavoratori di cui vi è effettivamente bisogno,segnatamente quindi per lavoratori qualificati.Non secondario è garantire le sicurezza,migliorando la convivenza tra la popolazione locale e gli immigrati.
A tal fine occorre che le persone che hanno il diritto di rimanere in Svizzera si integrino al meglio,manifestando partecipazione ed interesse alle cose elvetiche.
E' importante che la politica svizzera di migrazione sia condivisa dalla popolazione e possa alleggerire le adempienze verso le autorità a tutti i livelli . L' esperienza dimostra che la disponibilitò della popolazione svizzera ad accettare i vari gruppi di stranieri dipende in gran parte dal loro livello di integrazione.
- C o n c e t t o di i n t e g r a z i o n e
Senza dubbio ,come dimostrano i recenti studi dell' Uffico federale della migrazione(UFM) e della Commissione federale degli stranieri, una delle maggiori sfide che si presentano alla Svizzera oggi consiste in una migliore integrazione degli stranieri che vi risiedono.L' integrazione è un impegno globale che la società,le autorità federali ,cantonali e comunali ,come pure le organizzazioni delle comunità straniere, sono chiamate a realizzare insieme,con un coordinamento ed iniziative comuni e permanenti..
Come sostiene l' UFM, l' integrazione va intesa come processo reciproco, che presuppome da una parte la disponibilità delle persone straniere ad integrarsi,dall' altra un atteggiamento d'apertura della popolazione svizzera.Così l' integrazione può garantire le medesime opportunità d'accesso alle risorse socialie ed economiche e promuovere la comprensione reciproca tra la popolazione svizzera e le comunità straniere. Entrambe devono essere consapevoli che la convivenza è basata su valori e comportamenti comuni e che occorre un'adeguata informazione per poter conoscere strutture,organizzazioni e prescrizioni legali dell società svizzera per poter anche garantire agli stranieri le stesse opportunità dii cui godono gli svizzeri .Sono obiettivi centrali della politica dell' integrazione che favoriscono in concreto la partecipazione alla vita sociale e culturale del Paese.
L'articolo 25a della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS) costituisce la base legale per la partecipazione finanziaria della Confederazione al promuovimento dell' integrazione. L' Ordinanza sull 'integrazione degli stranieri è entrata in vigore il 1. ottobre 2000, regola i compiti e l'organizzazione della Commissione federale degli stranieri (CFS), i suoi rapporti con l 'UFM ed anche i presupposti per l'attribuzione di sussidi della Confederazione per promuovere l' integrazione e sostenere anche i progetti integrativi, su richiesta della CFS.
La Sezione dell 'integrazione dell'UFM è stata creata il 1, gennaio 2003 con il compito di svolgere tutte le mansioni integrative dello Stato. In riferimento alla nuova legge sugli stranieri la Sezione garantische il coordinamento di tutti i progetti integrativi dei servizi federali ( coordinamento orizzontale) e dei Cantoni ( coordinamento verticale). Inoltre la Sezione è competente per i conpiti inerenti alla legislazione ed alla cooperazione internazionale nel settore dell' integrazione.
La Commissione federale degli stranieri (CFS) è stata creata nel 1970 come commissione peritale del Consiglio Federale per i problemi degli stranieri e dell' integrazione in Svizzera.Il suo incarico istituziona,le si riferisce alle condizioni indicate negli articoli 4-14 dell'Ordinanza sull'integrazione. La CFS è coadiuvata da una segreteria che, dall' autunno del 2000, è integrata amministrativamente nell' Ufficio federale dell' immigrazione,dell' integrazione e dell'emigrazione. Nel campo dell' integrazione, la CFS si occupa segnatamente del programma federale rivolto a promuovere l' integrazione degli stranieri in territorio elvetico.viga